Sotto la copertura lignea dell’Auditorium Scavolini, l’11 agosto 2026 alle 19:00, una nuova produzione di Le Siège de Corinthe apre la quarantasettesima edizione del Rossini Opera Festival. Carlo Rizzi dirige l’opera francese di Gioachino Rossini; Davide Livermore firma la regia. La serata inaugurale introduce un programma che non procede soltanto per titoli, ma mette in relazione momenti differenti della storia del festival: accanto al nuovo allestimento del 2026 tornano una produzione di Jean-Pierre Ponnelle nata nel 1987 e una regia di Damiano Michieletto presentata per la prima volta a Pesaro nel 2009.
Il festival si svolge dall’11 al 23 agosto 2026 fra Auditorium Scavolini e Teatro Rossini, nelle Marche. Alle tre produzioni principali si aggiungono Il viaggio a Reims con gli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, i Concerti di Belcanto, il progetto strumentale Rossinimania, il concerto Flórez 30 e lo Stabat Mater conclusivo. Ne risulta un cartellone che mostra le diverse funzioni del ROF: produrre nuovi spettacoli, conservare la memoria scenica, formare interpreti e riportare le opere alla forma stabilita dalle edizioni critiche.
Tre produzioni, tre momenti del festival
Il centro dell’edizione 2026 è formato da tre opere che appartengono a fasi diverse della produzione rossiniana e, allo stesso tempo, a tre epoche del lavoro teatrale svolto a Pesaro. Le Siège de Corinthe è una nuova produzione; L’occasione fa il ladro riprende un allestimento del 1987; La scala di seta riporta in scena una regia del 2009. La scelta consente di osservare come uno spettacolo entri nel repertorio del festival, venga conservato e possa essere affidato a nuovi interpreti senza trasformarsi in un oggetto immobile.
La novità non coincide quindi soltanto con ciò che viene creato nell’anno in corso. Può trovarsi anche nel modo in cui una produzione storica viene ricostruita, ripresa e confrontata con cantanti, direttori e orchestre differenti. Il programma del 2026 tiene insieme questi passaggi senza presentarli come episodi separati.
Le Siège de Corinthe apre l’edizione 2026
Le Siège de Corinthe è una tragédie lyrique in tre atti su libretto di Luigi Balochi e Alexandre Soumet. Rossini la compose per Parigi rielaborando materiali di Maometto II, l’opera scritta alcuni anni prima per Napoli. Al ROF viene eseguita nell’edizione critica della Fondazione Rossini, realizzata in collaborazione con Casa Ricordi e curata da Damien Colas Gallet.
La direzione musicale è affidata a Carlo Rizzi, mentre Davide Livermore firma la regia e partecipa alla progettazione delle scene insieme a Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco. Gianluca Falaschi cura i costumi, Erika Rombaldoni le coreografie, Nicolas Bovey le luci e D-WOK il video design. Prima che lo spettacolo venga rappresentato non è possibile valutarne le soluzioni sceniche; la composizione del gruppo creativo mostra però la centralità assegnata all’immagine e alla costruzione dello spazio teatrale.
Nel cast, Adrian Sâmpetrean interpreta Mahomet II, Vasilisa Berzhanskaya è Pamyra, Maxim Mironov canta la parte di Néoclès e Matteo Roma quella di Cléomène. Completano la compagnia Simón Orfila, Tianxuefei Sun, Giuseppe De Luca e Anna-Doris Capitelli. Partecipano il Coro del Teatro Ventidio Basso, preparato da Pasquale Veleno, e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.
Dopo la prima dell’11 agosto, sempre alle 19:00, l’opera torna all’Auditorium Scavolini il 14, 17 e 21 agosto. Le quattro recite occupano l’intero arco del festival e fanno della nuova produzione il punto al quale il resto del programma continua a riferirsi.
La valigia scambiata di Ponnelle
L’occasione fa il ladro riporta al Teatro Rossini una delle produzioni storiche della manifestazione. La regia, le scene e i costumi furono ideati da Jean-Pierre Ponnelle per l’edizione del 1987; nel 2026 la ripresa della regia è affidata a Sonja Frisell. Non si tratta di ricostruire genericamente l’atmosfera di un festival passato, ma di rimettere in funzione un preciso linguaggio scenico, nato per una delle farse che Rossini compose negli anni della sua rapida affermazione.
La burletta per musica in un atto, su libretto di Luigi Prividali, parte da uno scambio di valigie e di identità. La brevità dell’opera concentra l’azione sui rapporti fra i sei personaggi, affidati a Manuel Amati, Damiana Mizzi, Dave Monaco, Matteo Mancini, Martiniana Antonie e Giuseppe Toia. Alessandro Bonato dirige l’Orchestra Sinfonica G. Rossini.
Le recite sono previste il 12, 15 e 20 agosto alle 20:00 e il 18 agosto alle 12:00. Il diverso orario della terza rappresentazione è un dettaglio da considerare nell’organizzazione della giornata, soprattutto per chi intende affiancare lo spettacolo ad altri appuntamenti del cartellone.
La scala di seta e la produzione del 2009
Il secondo riallestimento è La scala di seta, farsa comica in un atto su libretto di Giuseppe Foppa. La regia di Damiano Michieletto, con scene e costumi di Paolo Fantin e luci di Alessandro Carletti, venne presentata al ROF nel 2009. La sua presenza nel programma 2026 permette di osservare un’altra forma di memoria: non quella di un allestimento ormai lontano come il Ponnelle del 1987, ma quella di una produzione più recente, già entrata nella storia teatrale del festival.
Iván López-Reynoso dirige l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Hasmik Torosyan interpreta Giulia, Alasdair Kent è Dorvil, Paolo Bordogna canta la parte di Germano e Iurii Samoilov quella di Blansac. Nel cast figurano inoltre Mara Gaudenzi ed Enrico Iviglia.
Lo spettacolo va in scena al Teatro Rossini il 13, 16, 19 e 22 agosto, sempre alle 20:00. L’ultima recita cade alla vigilia della chiusura del festival e conclude il percorso delle produzioni operistiche principali.
L’Accademia non è un programma parallelo
L’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” costituisce una delle parti strutturali del ROF. Nel 2026 il corso si svolge dal 6 al 20 luglio sotto la direzione di Ernesto Palacio e affronta l’interpretazione rossiniana attraverso il lavoro musicale, vocale e drammaturgico. Gli allievi selezionati non restano confinati alla fase didattica: entrano nel programma pubblico del festival e partecipano alle recite di Il viaggio a Reims.
L’opera viene rappresentata al Teatro Rossini il 16 e il 19 agosto alle 11:00. Sieva Borzak dirige la Filarmonica Gioachino Rossini; gli elementi scenici e la regia appartengono alla produzione firmata da Emilio Sagi nel 2001, ripresa da Matteo Anselmi. Anche in questo caso formazione e memoria teatrale coincidono: una produzione nata venticinque anni prima viene affidata a una nuova generazione di cantanti.
Il lavoro dell’Accademia prosegue nei quattro Concerti di Belcanto, tutti in programma a mezzogiorno al Teatro Rossini. Il 14 agosto si esibiscono Matteo Mancini e Giuseppe Toia; il 17 agosto è la volta di Dave Monaco; il 20 agosto canta Adrian Sâmpetrean; il 22 agosto il ciclo si conclude con Simón Orfila. Alcuni degli interpreti attraversano così più sezioni del programma, passando dal recital alla scena operistica.
Rossinimania e i trent’anni di Flórez
Il programma concertistico non funziona come un semplice intervallo fra una recita e l’altra. Il 15 agosto alle 12:00, al Teatro Rossini, Rossinimania: Rossini à Paris segue la circolazione della musica del compositore attraverso le trascrizioni strumentali. Eugenio Della Chiara suona la chitarra e Rubén Sánchez-Vieco il fortepiano. Il concerto porta l’attenzione su un aspetto meno evidente del repertorio: il modo in cui temi e pagine operistiche uscivano dal teatro e raggiungevano salotti, editori e musicisti.
Il 18 agosto alle 20:00, all’Auditorium Scavolini, Flórez 30 celebra invece i trent’anni dal debutto di Juan Diego Flórez al Rossini Opera Festival. Il tenore peruviano arrivò a Pesaro nel 1996 e il rapporto costruito da allora con il repertorio rossiniano è diventato una parte della storia recente della manifestazione. Il programma del concerto comprende musiche di Rossini, Massenet, Gounod, Offenbach e Donizetti; Iván López-Reynoso dirige il Coro del Teatro Ventidio Basso e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.
Flórez è oggi direttore artistico del festival, mentre Ernesto Palacio ne è il sovrintendente. Il concerto non assume quindi soltanto il carattere di una celebrazione personale: ricostruisce un percorso iniziato sul palcoscenico e proseguito nella responsabilità artistica dell’istituzione.
Lo Stabat Mater fra auditorium e piazza
La chiusura del 23 agosto alle 20:30 è affidata allo Stabat Mater. Ramón Tebar dirige Vasilisa Berzhanskaya, Anna-Doris Capitelli, Dmitry Korchak e Adrian Sâmpetrean, insieme al Coro del Teatro Ventidio Basso e all’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.
Il concerto si svolge all’Auditorium Scavolini, ma non rimane interamente chiuso nella sala: il festival prevede una videoproiezione in diretta in piazza del Popolo. Il passaggio dall’auditorium alla piazza modifica la scala dell’ultimo appuntamento e collega la conclusione musicale al centro urbano di Pesaro.
Perché il festival nasce a Pesaro
Gioachino Rossini nacque a Pesaro il 29 febbraio 1792 e lasciò il Comune erede universale della propria fortuna. Da quel lascito derivò una parte importante delle istituzioni musicali cittadine che portano il suo nome. Il rapporto fra il compositore e Pesaro non si esaurisce quindi nella presenza della casa natale o nella memoria biografica, ma possiede una base patrimoniale e istituzionale.
Il Rossini Opera Festival fu istituito nel 1980 dal Comune di Pesaro su un progetto di Gianfranco Mariotti. L’obiettivo era trasferire sul palcoscenico il lavoro scientifico condotto dalla Fondazione Rossini: recuperare opere dimenticate, stabilire testi musicali attendibili e verificarli attraverso l’esecuzione teatrale. Il festival si è così formato come un laboratorio musicologico, editoriale e scenico, non come una semplice rassegna celebrativa.
La Fondazione Rossini continua a essere il referente scientifico dei testi eseguiti. La Fondazione Rossini Opera Festival organizza invece la manifestazione; i suoi soggetti promotori sono il Comune di Pesaro, Intesa Sanpaolo e la Fondazione Scavolini. Questa distinzione aiuta a comprendere la struttura del ROF: da una parte la ricerca sulle partiture, dall’altra la produzione degli spettacoli e la loro presentazione al pubblico.
Due sale con storie differenti
L’Auditorium Scavolini, in viale dei Partigiani 42, deriva dal Palazzetto costruito nel 1956. L’edificio ha riaperto al pubblico nel 2024 dopo una profonda ristrutturazione ed è stato trasformato in uno spazio teatrale da 1.048 posti, riconoscibile per la copertura lignea a vista. Nel programma 2026 ospita Le Siège de Corinthe, Flórez 30 e lo Stabat Mater.
Il Teatro Rossini, in piazza Lazzarini 1, appartiene invece alla storia teatrale più antica della città. Fu costruito nel 1637 come Teatro del Sole, riedificato nel 1818 nella forma attuale e inaugurato dallo stesso Rossini. Intitolato al compositore nel 1855 e restaurato più recentemente nel 2023, dispone di 797 posti fra platea e palchi. Qui si concentrano le farse, Il viaggio a Reims e i concerti di mezzogiorno.
Il festival utilizza le differenze fra le due sale invece di nasconderle. L’Auditorium accoglie le produzioni e i concerti di maggiori dimensioni; il Teatro Rossini conserva una relazione più ravvicinata fra scena, palchi e pubblico. Entrambe le sedi sono dichiarate accessibili alle persone con disabilità.
Informazioni utili
Luogo: Pesaro, provincia di Pesaro e Urbino, Marche.
Date: dall’11 al 23 agosto 2026.
Sedi principali: Auditorium Scavolini, viale dei Partigiani 42; Teatro Rossini, piazza Lazzarini 1.
Produzioni principali: Le Siège de Corinthe l’11, 14, 17 e 21 agosto alle 19:00; L’occasione fa il ladro il 12, 15 e 20 agosto alle 20:00 e il 18 agosto alle 12:00; La scala di seta il 13, 16, 19 e 22 agosto alle 20:00.
Festival Giovane: Il viaggio a Reims il 16 e 19 agosto alle 11:00 al Teatro Rossini. Concerti di Belcanto il 14, 17, 20 e 22 agosto alle 12:00.
Altri appuntamenti: Rossinimania: Rossini à Paris il 15 agosto alle 12:00; Flórez 30 il 18 agosto alle 20:00; Stabat Mater il 23 agosto alle 20:30.
Biglietti: vendita online attraverso il circuito indicato dal festival e presso la biglietteria del Teatro Rossini. La biglietteria apre anche nella sede dello spettacolo un’ora prima dell’inizio, secondo le modalità comunicate dall’organizzazione.
Contatti biglietteria: telefono +39 0721 3800294; e-mail boxoffice@rossinioperafestival.it.
Accessibilità: Teatro Rossini e Auditorium Scavolini sono indicati come accessibili. Per conoscere disponibilità, collocazione dei posti e modalità di acquisto dedicate è opportuno contattare preventivamente la biglietteria.
Come arrivare: Pesaro è raggiungibile in automobile dall’autostrada A14, uscita Pesaro-Urbino, e in treno lungo la linea adriatica. Gli aeroporti indicati dall’organizzazione sono Rimini, a circa 36 chilometri, Ancona-Falconara, a circa 45 chilometri, e Bologna, a circa 164 chilometri.
Organizzazione: Fondazione Rossini Opera Festival. Sovrintendente Ernesto Palacio; direttore artistico Juan Diego Flórez. Referente scientifico per i testi musicali: Fondazione Rossini.
Informazioni: sito ufficiale del Rossini Opera Festival.

