Capri in un giorno: il lato orientale tra ville e sentieri

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Faraglioni di Capri osservati dal Belvedere di Tragara al mattino

TipologiaItinerario a piedi
DurataGiornata intera
Tappe8
ImpegnoAlto, con scalinate e dislivelli

La Piazzetta è ancora quasi attraversabile senza deviazioni quando via Vittorio Emanuele scende verso il Quisisana. Poco dopo, le vetrine di via Camerelle finiscono e la strada cambia funzione: non porta più verso negozi e alberghi, ma verso il margine orientale dell’isola. Da Tragara il percorso segue la costa alta, passa sopra Villa Malaparte, entra nella Grotta di Matermania e risale all’Arco Naturale. Invece di tornare direttamente in centro, continua verso il Monte Tiberio e raggiunge Villa Lysis; soltanto nel pomeriggio rientra nella Capri monumentale della Certosa di San Giacomo e dei Giardini di Augusto. Questo itinerario non tenta di comprimere tutta Capri in una giornata. Lascia fuori Anacapri, la Grotta Azzurra, Monte Solaro e il giro dell’isola in barca, che richiedono tempi, trasporti e condizioni del mare incompatibili con una lunga traversata a piedi. Le otto tappe seguono un solo versante e lo leggono attraverso sentieri, ville, archeologia e architettura. Dopo la funicolare non servono autobus, ma occorrono scarpe adatte, acqua e una partenza mattutina. Il Pizzolungo comprende terreno irregolare e scalinate ripide; la salita a Villa Lysis rende la giornata impegnativa anche per chi cammina abitualmente.

Capri centro prima della folla

Via Camerelle a Capri nelle prime ore del mattino

Dalla stazione superiore della funicolare si entra direttamente in piazza Umberto I. Il tragitto da Marina Grande dura pochi minuti, ma in estate l’attesa ai tornelli può essere più lunga della corsa; per questo conviene arrivare con uno dei primi collegamenti del mattino e non programmare una sosta immediata ai tavolini. La piazza funziona come un nodo: municipio, chiesa di Santo Stefano, torre dell’orologio, imbocchi di via Longano e via Le Botteghe occupano uno spazio molto più piccolo di quanto suggeriscano le fotografie. L’itinerario prende invece via Vittorio Emanuele, supera il fronte del Quisisana e imbocca via Camerelle. Le boutique e gli ingressi degli alberghi appartengono alla Capri più esposta; il passaggio verso via Tragara ne modifica progressivamente la sezione. I negozi si diradano, i muri dei giardini diventano continui e il traffico pedonale perde densità. Non è ancora un sentiero, ma una strada residenziale che prepara il distacco dal centro. Dalla Piazzetta al belvedere si cammina per circa venti minuti senza soste lunghe. La prima parte della giornata deve restare rapida: la ragione per essere qui presto non è fotografare la piazza vuota, ma raggiungere il Pizzolungo prima che il sole colpisca direttamente i tratti costieri più esposti.

Il Belvedere di Tragara

Faraglioni di Capri dal Belvedere di Tragara

Via Tragara termina su una terrazza aperta verso sud-est. I Faraglioni non appaiono allineati come nelle immagini riprese dal mare: da qui mostrano distanze e forme differenti. Il Faraglione di Terra è ancora unito alla costa; quello di Mezzo è attraversato dall’arco navigabile; il Faraglione di Fuori chiude la sequenza verso il mare aperto. Più indietro si trova il Monacone, meno evidente dalla terrazza. Guardando a destra si riconoscono Marina Piccola e i rilievi interni dell’isola; verso sinistra la costa orientale scende in pareti calcaree fino a Punta Massullo. Il belvedere non è il punto conclusivo della passeggiata, ma l’ingresso al tratto più impegnativo. Sul lato destro della terrazza una rampa scende verso via del Pizzolungo. Percorrerla in questa direzione significa affrontare il sentiero al contrario rispetto al giro normalmente proposto dall’Arco Naturale a Tragara. La scelta ha un costo: dopo la Grotta di Matermania si devono risalire circa duecento gradini. Offre però un vantaggio concreto in estate, perché consente di attraversare per prima la costa aperta, quando la temperatura è ancora più bassa. Prima di iniziare conviene controllare acqua e calzature. Da questo punto fino alla zona dell’Arco Naturale non bisogna contare su un normale percorso urbano.

Il Pizzolungo sopra Villa Malaparte

sentiero del Pizzolungo a Capri

Il Pizzolungo segue il fianco orientale dell’isola alternando gradini, tratti pavimentati e passaggi più irregolari. La vegetazione mediterranea interrompe spesso la vista, poi si apre all’improvviso sui Faraglioni, sulla penisola sorrentina e sulle pareti che scendono verso il mare. Il percorso non richiede capacità alpinistiche, ma non è una passeggiata urbana: alcune scale sono ripide, il fondo può essere sconnesso e lunghi segmenti restano esposti al sole.

Villa Malaparte occupa il promontorio di Punta Massullo lungo la costa orientale di Capri.Dopo Tragara il primo riferimento architettonico è Villa Malaparte, isolata sul promontorio di Punta Massullo. Curzio Malaparte acquistò il terreno negli anni Trenta e seguì direttamente la costruzione della casa, realizzata tra il 1938 e il 1940 con il capomastro Adolfo Amitrano. Il volume rosso, la grande gradonata e il tetto-terrazza la rendono leggibile anche da lontano, ma l’edificio resta una residenza privata e non è visitabile. Dal sentiero lo si osserva dall’alto, senza raggiungere il promontorio. È un punto importante del percorso perché mostra come l’architettura del Novecento abbia occupato la costa senza cercare un arretramento protettivo: la casa si espone sullo sperone e usa il mare come parte della propria forma. Superato il tratto panoramico, il sentiero si stringe e prepara la discesa verso Matermania.

La Grotta di Matermania

Resti romani nella Grotta di Matermania lungo il Pizzolungo a Capri

Una scalinata stretta scende nel fondo della Grotta di Matermania, cavità naturale larga circa venti metri e profonda una trentina. Le murature rimaste all’interno indicano che in età romana lo spazio fu trasformato e organizzato come luogo monumentale, probabilmente un ninfeo. L’attribuzione del culto a Mitra oppure a Cibele compare spesso nelle guide, ma non è sostenuta da elementi conclusivi: l’uso sacro della grotta è plausibile, la divinità a cui fosse dedicata resta discussa. Questa incertezza è più interessante di una ricostruzione troppo sicura. La cavità non era isolata dal paesaggio; archi, rivestimenti e sistemi per l’acqua dovevano controllare luce, umidità e vista sul mare, facendo della roccia una parte dell’architettura. Oggi le superfici nude e i resti laterizi permettono di leggere soltanto una parte di quella trasformazione. Nel percorso da Tragara all’Arco Naturale, Matermania coincide anche con una pausa fisica necessaria. Dopo la discesa arriva infatti la salita più netta della mattina: circa duecento gradini riportano alla quota dell’Arco. Conviene fermarsi nella zona ombreggiata della grotta, senza prolungare troppo la sosta. Il sole torna subito sopra la scalinata e la tappa successiva richiede ancora un tratto in pendenza.

L’Arco Naturale e la costa orientale

Arco Naturale di Capri affacciato sulla costa orientale

La risalita termina davanti all’Arco Naturale, una porzione di volta calcarea rimasta sospesa dopo l’erosione e il crollo della cavità originaria. L’apertura misura circa dodici metri e si trova a una quota di circa diciotto metri rispetto al terreno sottostante. La forma non è un foro scavato in una parete compatta: è il residuo di una struttura rocciosa più ampia, progressivamente smontata dagli agenti naturali. Dalla terrazza il mare appare dentro l’arco, mentre il bordo esterno segue la linea della costa verso la penisola sorrentina. La maggior parte dei visitatori arriva qui da via Matermania e torna in centro lungo la stessa strada. Questo itinerario prosegue invece verso il Monte Tiberio. Si rientra su via Matermania, si raggiunge l’incrocio di via Croce e si prende via Tiberio; più avanti, via Lo Capo conduce a Villa Lysis. Non esiste un collegamento breve e diretto tra l’Arco e la villa: bisogna tornare nella rete delle strade abitate e affrontare un’altra salita. È il passaggio che rende la giornata selettiva. Chi arriva all’Arco già affaticato dovrebbe rientrare in Piazzetta e rimandare Villa Lysis. Chi continua deve avere acqua sufficiente e tenere conto dell’orario di ingresso, verificato prima della partenza.

Villa Lysis sul Monte Tiberio

Scalinata e colonne ioniche di Villa Lysis a Capri

Villa Lysis si raggiunge soltanto a piedi. Via Lo Capo sale tra muri, cancelli e vegetazione prima di terminare davanti alla scalinata del peristilio. Jacques d’Adelswärd-Fersen fece costruire la villa nel 1904 dopo essersi trasferito da Parigi a Capri. Ne fece una residenza appartata e la condivise a lungo con Nino Cesarini. L’iscrizione Amori et Dolori Sacrum, posta sopra le colonne ioniche, non è una formula decorativa aggiunta in seguito: appartiene al progetto con cui Fersen trasformò la casa in autoritratto. Gli interni combinano riferimenti neoclassici, elementi liberty, marmi, stucchi e ambienti disposti verso il Golfo di Napoli. La visita richiede attenzione anche al terreno esterno, perché il giardino e le terrazze spiegano la posizione della villa meglio delle sole sale. Nell’estate 2026 l’edificio ospita anche il percorso dello Jago Museum Capri; modalità di ingresso, turni e biglietti vanno controllati sul portale comunale prima di mettersi in cammino. Dalla Piazzetta la salita ordinaria richiede circa quarantacinque minuti; arrivando dall’Arco Naturale il percorso è meno lineare e non consente di stimare il tempo soltanto sulla distanza. Usciti dalla villa, si torna per via Lo Capo e via Tiberio. La discesa verso il centro è il momento più razionale per fermarsi a pranzo, prima di entrare nella Certosa.

La Certosa di San Giacomo

Chiostro della Certosa di San Giacomo a Capri

Dal centro si scende per via Vittorio Emanuele, via Federico Serena e via Certosa. La Certosa di San Giacomo fu edificata tra il 1371 e il 1374 da Giacomo Arcucci, Gran Camerario della regina Giovanna I d’Angiò. Il complesso non è rimasto immobile: fu saccheggiato nel Cinquecento, ampliato nel Seicento e, dopo l’espulsione dei Certosini nel 1808, utilizzato come ospizio, carcere e sede militare. Chiesa, chiostri, celle e ambienti di servizio conservano quindi una storia di usi successivi, non soltanto quella della fondazione monastica. Dal 1974 una parte degli spazi ospita il museo dedicato a Karl Wilhelm Diefenbach, pittore simbolista tedesco che visse a Capri dal 1899 al 1913 e rappresentò più volte le coste, l’Arco Naturale e i Faraglioni. Dal 2024 la Certosa accoglie anche il Museo archeologico nazionale di Capri, con reperti legati alla presenza romana sull’isola e alle ville di Augusto e Tiberio. La tappa serve così a ricomporre ciò che il percorso mattutino ha mostrato separatamente: paesaggio, archeologia e comunità internazionale. In estate l’orario ordinario indicato dal Ministero è dalle 10:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:30 e chiusura settimanale il lunedì. Il giorno di chiusura l’itinerario resta percorribile, ma perde la sua principale visita interna.

Giardini di Augusto e Via Krupp

Via Krupp e Marina Piccola viste dai Giardini di Augusto a Capri

Dall’uscita della Certosa, via Matteotti conduce in pochi minuti ai Giardini di Augusto. Le terrazze occupano una parte della proprietà acquistata all’inizio del Novecento dall’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp e furono ribattezzate dopo la Prima guerra mondiale. La loro posizione permette di chiudere il percorso con due viste che riassumono la giornata. Da un lato tornano i Faraglioni, ora osservati da una quota e da un’angolazione diverse rispetto a Tragara; dall’altro si apre Marina Piccola con i tornanti di Via Krupp. Krupp commissionò la strada all’ingegnere Emilio Mayer per collegare la zona della Certosa alla costa, superando un dislivello di circa cento metri attraverso curve molto strette scavate nella roccia. La discesa non fa parte di questo itinerario. Lo stato di apertura di Via Krupp può cambiare per controlli e manutenzione, e dopo il Pizzolungo e Villa Lysis aggiungere Marina Piccola renderebbe incerto il rientro al porto. Il punto corretto per leggerla è quindi dall’alto. Dal 1° maggio al 15 settembre i Giardini osservano normalmente un orario esteso fino alle 20:00, utile per arrivare nelle ultime ore di luce. Terminata la visita si torna in Piazzetta per via Matteotti e via Federico Serena. La funicolare riporta a Marina Grande, ma in alta stagione è prudente calcolare un margine ampio prima dell’aliscafo o del traghetto di ritorno.

Come organizzare la giornata

Partenza: raggiungere Marina Grande con uno dei primi collegamenti del mattino e arrivare in Piazzetta entro le 8:30. La funicolare impiega circa quattro minuti, ma le code estive possono allungare molto il trasferimento.

Mattina: Capri centro, via Camerelle, Tragara, Pizzolungo, Grotta di Matermania e Arco Naturale. Il giro completo del sentiero richiede normalmente circa un’ora e mezza, senza contare fotografie e soste.

Villa Lysis: proseguire soltanto se il gruppo mantiene un buon ritmo e l’apertura è stata verificata. Nell’estate 2026 l’orario indicato arriva normalmente dalle 10:00 alle 19:00, con accesso organizzato tramite biglietteria online.

Pranzo: dopo la visita di Villa Lysis, durante la discesa lungo via Tiberio oppure una volta rientrati nel centro di Capri. Portare comunque acqua e uno spuntino per il Pizzolungo.

Pomeriggio: Certosa di San Giacomo e Giardini di Augusto. La Certosa è normalmente aperta dal martedì alla domenica; il lunedì va esclusa oppure sostituita con una sosta più lunga nel centro.

Difficoltà: alta. Il percorso comprende scale ripide, fondo irregolare, tratti assolati e due salite importanti. Non è adatto a sedie a rotelle, passeggini o persone con difficoltà motorie.

Esclusioni consapevoli: Grotta Azzurra, Anacapri, Monte Solaro e giro in barca non sono dimenticanze. Appartengono a un secondo itinerario e non possono essere aggiunti senza sacrificare la percorribilità della giornata.

Rientro: non programmare l’ultima visita a ridosso della partenza. Funicolare, controllo dei biglietti e imbarco richiedono un margine di sicurezza, soprattutto nei fine settimana estivi.