Montepulciano come Volterra in New Moon

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Piazza Grande di Montepulciano con il Palazzo Comunale usato come sede dei Volturi in New Moon 2009
Piazza Grande di Montepulciano con il Palazzo Comunale usato come sede dei Volturi in New Moon 2009

Anthony Minghella nel 1996 gira Il paziente inglese a Pienza facendola passare per la Toscana di un romanzo ambientato altrove. Bernardo Bertolucci usa Siena come sé stessa in Io ballo da sola. Chris Weitz nel 2009 sceglie una via diversa: prende Montepulciano e la fa diventare Volterra. Il film è The Twilight Saga: New Moon, secondo capitolo della saga vampirica tratta dai romanzi di Stephenie Meyer. Le scene italiane occupano circa quindici minuti e sono il fulcro emotivo del film — non un intermezzo esotico, il punto verso cui tutto converge. La produzione doveva girare a Volterra ma trovò ostacoli logistici. Si spostò 80 chilometri più a sud, in Val d’Orcia. Montepulciano sullo schermo non è Montepulciano. Volterra nel film non è mai stata filmata. Quello che si vede è qualcosa di costruito tra le due, con la pietra di una e il nome dell’altra.

Piazza Grande trasformata in cuore dei Volturi

Le location reali di Montepulciano usate nel film sono concentrate in un raggio di duecento metri. Piazza Grande è il fulcro: la piazza più alta della città, a 605 metri di altitudine. Qui Bella Swan attraversa la folla in corsa verso Edward Cullen. Il Palazzo Comunale, costruito nel XIV secolo su progetto attribuito a Michelozzo, diventa la sede dei Volturi, la dinastia vampirica che governa il mondo soprannaturale. La torre del palazzo è alta 25 metri. Nel film viene digitalmente prolungata — quanto, non è documentato nei materiali ufficiali, ma basta confrontare un fotogramma con una foto del palazzo per accorgersene subito. Il Pozzo dei Grifi e dei Leoni, datato 1520, compare in primo piano nelle inquadrature centrali. Cinecittà non viene usata. Tutto è esterno reale, eccetto gli interni del palazzo dei Volturi, ricostruiti negli Shepperton Studios di Londra. Gli esterni: Montepulciano vera. I sotterranei dei Volturi: un set a Londra, costruito da zero.

Cosa accade in quei quindici minuti italiani

Bella raggiunge Montepulciano-Volterra perché crede che Edward, vampiro che la ama, voglia farsi uccidere dai Volturi esponendosi al sole davanti alla folla. È il 19 marzo, giorno della Festa di San Marco nella finzione del film. La città è invasa da figuranti vestiti di rosso — una processione che il romanzo descrive ma che a Montepulciano non esiste. Bella corre attraverso la folla per impedire l’esposizione. Il movimento dei personaggi è interamente verticale e centripeto: salgono dalle porte basse della città fino a Piazza Grande, il punto più alto. La struttura medievale a fuso, con la piazza in cima al colle, permette a Weitz di costruire una corsa in salita che dura otto minuti di montaggio. La geografia del film coincide con quella reale. Weitz lo sapeva quando ha scelto il posto — quella verticalità non si inventa, si trova.

Filtro blu e cielo coperto come scelta cromatica

Il direttore della fotografia Javier Aguirresarobe applica a Montepulciano un trattamento cromatico opposto al cliché toscano. Niente luce dorata, niente ocra, niente cipressi al tramonto. Le scene sono girate con cielo coperto e poi gradate in postproduzione verso il blu freddo, dominante in tutta la saga Twilight. La pietra di travertino di Montepulciano — materiale con cui sono costruiti gli edifici di Piazza Grande — viene desaturata fino a sembrare grigia. Chi conosce quella piazza di persona e poi guarda il film fatica a riconoscerla. La profondità di campo è ridotta nelle inquadrature ravvicinate per isolare i personaggi dalla folla. Le riprese aeree usano un elicottero che gira sopra la cattedrale di Santa Maria Assunta, costruita tra il 1592 e il 1680. La macchina sale verticalmente. È l’unica inquadratura in cui la città appare per intero.

Le riprese del maggio 2009 e i 1.500 figuranti

La produzione arriva a Montepulciano il 25 maggio 2009. Le riprese durano sette giorni effettivi. Il budget complessivo del film è di 50 milioni di dollari, di cui circa 4 milioni allocati alle scene italiane. La Toscana Film Commission coordina i permessi insieme al Comune di Montepulciano, che chiude Piazza Grande al traffico per nove giorni. Vengono ingaggiati 1.500 figuranti locali, vestiti con mantelli rossi prodotti su misura. Il regista Chris Weitz aveva inizialmente richiesto Volterra, ma il Comune negò i permessi: chiusura prolungata della piazza centrale e modifiche alla scenografia urbana, troppo. Montepulciano accettò. Le scene di folla furono girate in più riprese, poi il numero dei figuranti fu raddoppiato digitalmente. La fontana di Piazza Grande venne temporaneamente coperta da una pedana per consentire i movimenti di macchina — dettaglio che i residenti ricordano con una certa irritazione, stando ai resoconti locali dell’epoca.

La città come labirinto rituale, non come cartolina

Nel cineturismo italiano Montepulciano era apparsa marginalmente. Franco Zeffirelli vi gira alcune scene di Otello nel 1986. Anthony Minghella usa la vicina Pienza per Il paziente inglese, costruendo una Toscana solare e mediterranea. Weitz fa l’opposto. Riprende gli stessi vicoli che potrebbero produrre cartoline e li trasforma in budelli minacciosi. Vicolo del Teatro e Via di Voltaia nel Corso — strade strette tra due e tre metri di larghezza — vengono filmate con grandangolo dal basso, deformando le proporzioni. La città medievale diventa un percorso obbligato. È una scelta di regia, ma funziona perché la struttura urbana la supporta davvero: Montepulciano fornisce a New Moon la verticalità di un nucleo medievale costruito su un colle, percorsi a senso unico, fondali in pietra datati tra il XIII e il XV secolo. In un set ricostruito quella sensazione non ci sarebbe — manca la sporcizia giusta sui muri, manca l’irregolarità dei selciati, manca la curva che non ti aspetti.

Cosa resta a Montepulciano dopo New Moon

Piazza Grande è oggi identica al 2009. Nessuna targa commemora le riprese. Il Comune di Montepulciano stima un incremento di visitatori del 17% nei due anni successivi all’uscita del film, dato pubblicato nel rapporto turistico comunale 2011. La Twilight Tour, organizzata da operatori locali, accompagna ogni anno alcune migliaia di visitatori sui punti esatti delle scene. La fontana del pozzo, il portone del Palazzo Comunale, l’angolo da cui Bella esce correndo: tutti riconoscibili, tutti documentati da fotografie che i fan confrontano con i fotogrammi del film. Volterra, la città che il film racconta ma non ha mai filmato, ha istituito nel 2011 il Tuscany Vampire Festival, evento annuale che attira il pubblico della saga nella Volterra reale. Due città toscane vivono di un film che ha confuso le loro geografie. Nessuna delle due era stata la prima scelta.