Il campanile di Giotto a Firenze

0
182
campanile di Giotto in piazza del Duomo a Firenze

Giotto di Bondone aveva quasi settant’anni quando il Comune di Firenze gli affidò il cantiere. Era il luglio del 1334. Non era una scelta ovvia: era vecchio, celebre, e non aveva mai costruito niente di questa scala. Morì nel gennaio 1337 senza aver superato il secondo ordine. Quello che è difficile da capire, stando davanti al campanile di Giotto oggi, è che nessuno cambiò il progetto. Andrea Pisano lo riprese esattamente dov’era. Poi arrivò la peste del 1348 — Firenze perse metà della sua popolazione in pochi mesi — e il cantiere si fermò di nuovo. Francesco Talenti ripartì. La torre fu completata nel 1359: venticinque anni, tre architetti, una pandemia medievale, zero deroghe sui materiali. La Toscana del Trecento era capace di una fedeltà al progetto che oggi, in un cantiere di quella durata, sarebbe difficile anche solo da immaginare.

Origini e fasi costruttive

La morte di Giotto nel 1337 lasciò il cantiere aperto e una domanda concreta: continuare o ricominciare? Il Comune scelse di continuare. Andrea Pisano, che stava già lavorando al Battistero, prese la direzione e mantenne l’impianto originario: pianta quadrata di 14 metri per lato, rivestimento in tre marmi, ritmo delle aperture che aumenta salendo. Aggiunse i due ordini successivi con finestre a edicola. La peste del 1348 bloccò tutto. Firenze uscì dall’epidemia dimezzata nei numeri ma non abbandonò il cantiere: Francesco Talenti riprese la direzione e si trovò a risolvere il problema che Giotto non aveva mai risolto, cioè come chiudere la torre in alto. Il progetto originario prevedeva una cuspide. Talenti la eliminò, aprì la terrazza e fissò l’altezza definitiva a 84 metri. Togliere anziché aggiungere: quella scelta definisce ancora oggi il profilo del campanile contro il cielo di Firenze. Il cantiere rimane uno dei pochi esempi medievali di continuità progettuale attraverso tre generazioni di capomastri e due catastrofi demografiche.

Forma, materiali e caratteristiche

Dal piazzale Michelangelo, quando l’aria è pulita, il campanile si riconosce per la bicromia chiara e verde. I tre marmi che lo rivestono non sono scelti per bellezza generica: il bianco di Carrara fa da fondo, il verde di Prato segna cornici e partizioni verticali, il rosso di Siena riempie i pannelli geometrici. Insieme costruiscono una leggibilità della forma che funziona a trenta metri e a trecento. Le aperture seguono un ritmo che accelera: monofore cieche al primo livello, nicchie con statue, bifore al quarto ordine, trifore alla cella campanaria. Più si sale, più la torre si apre. I muri alla base superano il metro e mezzo di spessore; nella cella campanaria scendono a cinquanta centimetri. La struttura interna è in pietra arenaria locale — più economica, nascosta sotto il rivestimento — e regge il tutto da sei secoli e mezzo. Vista dal basso, la facciata orientale al mattino accentua i contrasti cromatici tra i tre marmi. Nel pomeriggio le stesse superfici tornano piatte, e la torre cambia aspetto senza cambiare forma.

Eventi storici e trasformazioni

Il 14 luglio 1902, alle 9 e 47 del mattino, il campanile di San Marco a Venezia crollò su se stesso in meno di un minuto. La notizia arrivò a Firenze nel pomeriggio, e l’Opera del Duomo dispose un’ispezione strutturale immediata sul campanile di Giotto. Non trovarono criticità. La torre fiorentina non aveva subito restauri approssimativi né cedimenti nelle fondazioni. Aveva però attraversato momenti difficili: il terremoto del 1453 aveva danneggiato la parte superiore, richiedendo consolidamenti documentati nei registri dell’Opera. Nel Cinquecento le sculture del basamento — i bassorilievi attribuiti alla bottega di Giotto che raffigurano arti e mestieri — furono rimosse e sostituite con copie, per proteggerle dall’erosione. Gli originali sono al Museo dell’Opera del Duomo, a quaranta metri dalla torre. Un intervento di pulizia e consolidamento superficiale fu eseguito tra il 1965 e il 1967. Da allora la struttura esterna non è cambiata. Dalla posa dell’ultima pietra nel 1359, la sagoma è rimasta identica.

Aneddoti e curiosità

414 gradini. È il numero esatto dalla piazza alla terrazza, con pianerottoli ogni ventotto scalini. Chi li conta durante la salita trova anche qualcosa che non si vede dal basso: le variazioni nella posa dei marmi tra un livello e l’altro, dove cambia la mano. I rilievi del basamento formano uno dei programmi iconografici più leggibili del Trecento italiano. Raffigurano arti, mestieri, scienze: la caccia, l’agricoltura, la tessitura, la navigazione, la musica. Sono pensati per essere letti camminando intorno alla torre, non da lontano — la scala è calibrata per un pedone, non per un osservatore a distanza. Francesco Talenti, che eliminò la cuspide, stava lavorando contemporaneamente anche alle navate laterali del Duomo: la stessa mano che chiuse la torre in alto costruì lo spazio interno della cattedrale accanto. Secondo la tradizione fiorentina, le campane del campanile suonarono il 26 aprile 1478, il giorno dopo la congiura dei Pazzi, per annunciare che Lorenzo de’ Medici era vivo.

Funzione e presenza contemporanea

Ogni anno più di mezzo milione di persone salgono i 414 gradini. Non c’è ascensore: è una delle poche torri italiane di questa altezza che non ne ha previsto uno nelle ristrutturazioni moderne. La gestione è dell’Opera di Santa Maria del Fiore, che include il campanile in un biglietto unico con Duomo, Battistero e Museo dell’Opera. D’estate, tra luglio e agosto, le attese possono superare i novanta minuti. Le campane suonano ancora per le funzioni liturgiche della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e sono udibili in gran parte del centro storico, inclusa l’Oltrarno. Il campanile è aperto ogni giorno dell’anno. Nel profilo della città visto dal fiume o dalle colline, la torre è ancora il riferimento verticale più riconoscibile dopo la cupola. Talenti chiuse il cantiere nel 1359 eliminando la cuspide. Da allora nessuno ha trovato un motivo per aggiungere qualcosa.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here