Bandiere Blu 2026: quattordici nuovi comuni italiani

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Spiaggia con acque cristalline e bandiera blu sventolante su litorale italiano premiato FEE 2026
Spiaggia con acque cristalline e bandiera blu sventolante su litorale italiano premiato FEE 2026

Le Bandiere Blu 2026 assegnate dalla Fondazione FEE in Italia sono 257, distribuite su 525 spiagge e 87 approdi turistici. Rispetto al 2025 ci sono 14 nuovi ingressi e 3 uscite. La crescita dura da otto anni: nel 2018 le località premiate erano state 175. Il riconoscimento misura la qualità delle acque di balneazione, la gestione dei rifiuti, la sicurezza dei bagnanti, l’efficienza dei depuratori e l’educazione ambientale. Quest’anno la novità non sta nel numero complessivo, ma nella distribuzione geografica degli ingressi: un borgo del lago di Garda, un’isola eoliana, tre piccoli centri calabresi, due borghi salentini, un comune nel sud-ovest della Sardegna. E poi Rimini e Locri, due centri urbani in una lista che di solito appartiene a territori lontani dai circuiti del turismo balneare di massa.

L’Italia delle Bandiere Blu sulla mappa 2026

La Liguria guida la classifica con 34 località, seguita da Puglia e Campania a 27, poi Calabria e Toscana. La FEE assegna le Bandiere Blu in Italia dal 1987 e applica criteri stabiliti a livello internazionale: 32 parametri, divisi in quattro aree — qualità delle acque, educazione ambientale, gestione del territorio e servizi sui litorali. Le analisi sulle acque coprono almeno gli ultimi quattro anni e devono risultare eccellenti per la maggioranza dei prelievi. I 14 nuovi ingressi del 2026 sono Limone sul Garda in Lombardia, Andora e Taggia in Liguria, Monte Argentario in Toscana, Tricase e Morciano di Leuca in Puglia, Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri in Calabria, Lipari e Ispica in Sicilia, Teulada in Sardegna, Rimini in Emilia-Romagna. Rimini e Locri sono le due new entry più popolose dell’edizione. Il resto della lista è fatto di nomi che molti italiani non saprebbero indicare su una cartina.

Limone sul Garda, primo comune lacustre lombardo

Limone sul Garda ha 1.150 abitanti. Si trova sulla sponda bresciana del lago, stretta tra la montagna e l’acqua in un modo che d’estate lascia poco spazio a tutto il resto. È il primo comune lacustre lombardo a entrare nelle Bandiere Blu 2026 — il dato non è marginale, perché in Italia i laghi premiati restano una minoranza rispetto alle coste, nonostante le pressioni turistiche siano spesso comparabili. La spiaggia principale è quella di Cola, lunga circa 300 metri, affiancata da una pista ciclabile a sbalzo sull’acqua inaugurata nel 2018. Il comune ha lavorato sul depuratore consortile dell’alto Garda e sulla raccolta differenziata, oggi sopra il 75%. Nel 1979 a Limone fu identificata una mutazione genetica che protegge dall’aterosclerosi, presente in alcune famiglie del paese: la scoperta portò ricercatori da tutto il mondo. Oggi il borgo registra circa un milione di presenze turistiche all’anno, in prevalenza tedesche e olandesi. La mutazione genetica ormai la ricordano solo i cartelli.

Tra borghi e isole: dove guardare la mappa dei nuovi ingressi

Tricase, in provincia di Lecce, ha 17.000 abitanti e una marina raccolta intorno al porticciolo di Tricase Porto. Lì cresce una Quercia Vallonea stimata in 700 anni di età — uno degli alberi più vecchi del Salento, sopravvissuto a tutto. Morciano di Leuca, più piccolo, si affaccia su Torre Vado e Marina di Pescoluse: dieci chilometri di sabbia fine nel basso Salento, uno di quegli angoli che i pugliesi preferirebbero non comparissero nelle guide. In Calabria entrano Amendolara con 2.800 abitanti, Montegiordano con un lungomare di tre chilometri e Falerna sulla costa tirrenica. Lipari, capoluogo delle Eolie, porta nelle Bandiere Blu un’isola con 11.000 residenti e le cave di pomice di Campo Bianco, dismesse nel 2007 dopo decenni di estrazione: oggi sono bianche e ferme, come un paesaggio lunare a dieci minuti dal porto. Ispica, in provincia di Ragusa, copre il litorale di Santa Maria del Focallo, dieci chilometri di sabbia chiara. Teulada è nel sud-ovest della Sardegna, ha 3.400 abitanti e spiagge come Tuerredda e Porto Tramatzu, dentro un’area parzialmente militarizzata fino al 2024.

Claudio Mazza, FEE Italia, e la storia del riconoscimento dal 1987

Il programma Bandiera Blu nasce in Francia nel 1985 e arriva in Italia due anni dopo, gestito dalla Foundation for Environmental Education, oggi presieduta in Italia da Claudio Mazza. La prima edizione italiana del 1987 premiò 32 spiagge. Nel 2026 sono 525. La crescita più marcata è avvenuta dopo il 2000, quando i criteri si sono fatti più stringenti: depuratori funzionanti, accessibilità per disabili, personale di salvataggio presente. Le 3 uscite del 2026 riguardano Comacchio in Emilia-Romagna, Ricadi in Calabria e una località ligure, decadute per problemi sulle acque o sui servizi. Il meccanismo funziona così: le verifiche sono annuali, e un comune può perdere il riconoscimento anche dopo dieci anni consecutivi. Non è un titolo a vita. La FEE collabora con ISPRA e le ARPA regionali per le analisi delle acque, raccolte da aprile a settembre con prelievi mensili.

Lungomari, porticcioli e gite in barca: cosa offrono i nuovi comuni

Andora, in provincia di Savona, ha una spiaggia continua di cinque chilometri e un porto turistico con 940 posti barca, uno dei maggiori del Ponente ligure. Taggia comprende la frazione balneare di Arma di Taggia e si estende nell’entroterra fino al Santuario dei Canneti. Monte Argentario raggruppa Porto Santo Stefano e Porto Ercole: qui Caravaggio morì nel luglio 1610, secondo le ricostruzioni documentate da fonti coeve — un dettaglio che il comune mette nei depliant e i turisti in genere scoprono dopo essere già arrivati per il mare. A Lipari le uscite in barca da Marina Corta verso Vulcano e Stromboli sono attive tutto l’anno. A Limone sul Garda la pista ciclabile a sbalzo è lunga 2,5 chilometri, sospesa fino a 50 metri sopra l’acqua. Rimini porta nelle Bandiere Blu 15 chilometri di litorale e 230 stabilimenti balneari, con oltre tre milioni di presenze registrate nel 2024: è il caso più estremo di grande città turistica nell’elenco, e anche il più difficile da immaginare accanto a Morciano di Leuca.

Vallonee, taggiasche e bottarga: i sapori dei territori premiati

Le olive taggiasche prendono il nome da Taggia, dove i monaci benedettini di San Colombano le diffusero a partire dal XII secolo. Piccole e scure, producono un olio extravergine a denominazione DOP Riviera Ligure, riconosciuta nel 1997. A Tricase si lavora il pesce azzurro della costa salentina, soprattutto alici sotto sale, e si produce il Susumaniello, vitigno autoctono del Salento. A Lipari arrivano la Malvasia delle Lipari DOC, da uve appassite al sole, e i capperi delle Eolie IGP, raccolti tra maggio e agosto — due prodotti che esistono solo perché qualcuno ha deciso di restare su un’isola vulcanica. Ispica produce il Pomodoro di Pachino IGP e la Carota Novella di Ispica IGP, coltivate sotto le serre del ragusano. Teulada è zona di bottarga di muggine e olio extravergine sardo DOP. A Monte Argentario si lavora la palamita all’argentina e il pesce azzurro pescato con la lampara nel canale di Piombino.