Dove passa la 1000 Miglia 2026: borghi, laghi e città

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Auto storiche della 1000 Miglia 2026 in partenza da viale Venezia a Brescia con folla lungo il percorso
Auto storiche della 1000 Miglia 2026 in partenza da viale Venezia a Brescia con folla lungo il percorso

La 1000 Miglia 2026 si corre dal 9 al 13 giugno e disegna un percorso a forma di otto lungo circa 1.900 chilometri. Si parte da Brescia, si scende a Padova, poi Montecatini Terme, Roma, Rimini e ritorno in Lombardia. Non è un tracciato lineare: incrocia due volte la dorsale appenninica e attraversa cinque regioni. Oltre 400 vetture storiche costruite fra il 1927 e il 1957 passano sul lago di Garda, nella pianura veneta, sui valichi toscani, sui laghi laziali, in Umbria, nelle Marche e sull’Adriatico. Il percorso è cambiato rispetto al 2025: l’organizzazione ha riportato la prima tappa a Padova e ha confermato Roma a fine seconda giornata. Per cinque giorni le strade italiane diventano un itinerario segnato, con piazze chiuse al traffico, paddock nei centri storici e cronometri sui sagrati. La corsa è il pretesto. La geografia è il contenuto.

Da Brescia 1927 al percorso a otto del 2026

La prima 1000 Miglia partì da Brescia il 26 marzo 1927, organizzata dai conti Aymo Maggi e Franco Mazzotti con Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini. Il tracciato originale era un otto rovesciato: Brescia-Roma-Brescia, 1.628 chilometri da percorrere in un giorno solo. Vinse Ferdinando Minoia su OM 665 in 21 ore e 4 minuti. Tra il 1927 e il 1957 si corsero ventiquattro edizioni, con dieci vittorie Alfa Romeo e cinque Ferrari. La corsa fu sospesa dopo l’incidente di Guidizzolo del 1957, in cui morirono il pilota Alfonso de Portago, il copilota Edmund Nelson e nove spettatori. Dal 1977 la 1000 Miglia rinacque come rievocazione storica per vetture costruite entro il 1957. Il formato attuale, su cinque giorni e quattro tappe principali, è stato introdotto nel 2014. Il percorso a otto è rimasto invariato — l’unica cosa, in quasi un secolo, che nessuno ha sentito il bisogno di cambiare.

Le piazze e i passaggi del percorso 2026

La partenza è da viale Venezia a Brescia, lo stesso punto del 1927. Sul palco vengono punzonate le auto, una per una. La prima tappa scende sul lago di Garda passando da Desenzano, poi attraversa Verona con ingresso in piazza Bra davanti all’Arena. Padova accoglie l’arrivo serale in Prato della Valle: 88.620 metri quadrati, la piazza più grande d’Italia, quasi sempre citata e quasi mai misurata davvero. Il secondo giorno tocca Ferrara, Bologna, l’Abetone a 1.388 metri di quota, Pietrasanta e Lucca, poi Roma in via Veneto. Il terzo giorno risale verso Viterbo, costeggia il lago di Bolsena, attraversa Assisi e Gubbio. La quarta giornata scende lungo la Gola del Furlo, taglia le Marche e arriva a Rimini. L’ultimo giorno passa da Comacchio, Ferrara e Mantova prima del rientro a Brescia. Ogni passaggio è cronometrato in centri storici chiusi al traffico.

De Portago, Moss e la memoria della corsa

La 1000 Miglia più veloce di sempre fu corsa il 1° maggio 1955 da Stirling Moss e Denis Jenkinson su Mercedes 300 SLR: 1.597 chilometri in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi, alla media di 157,650 km/h. Jenkinson aveva preparato un rotolo di carta lungo cinque metri con tutte le curve annotate. Era il primo road book della storia della corsa, costruito a mano nei mesi precedenti, curva per curva. Due anni dopo, sulla stessa strada, Alfonso de Portago perse il controllo della sua Ferrari 335 S vicino a Guidizzolo: lo pneumatico anteriore destro esplose a circa 250 km/h. Morirono lui, il copilota Edmund Nelson e nove spettatori. La corsa originale non si corse più. Tazio Nuvolari aveva vinto due edizioni, nel 1930 e nel 1933. Clemente Biondetti ne aveva vinte quattro tra il 1938 e il 1949, record assoluto ancora imbattuto. Le auto della rievocazione 2026 sono le stesse di quegli anni: stessi modelli, stessi telai, in molti casi gli stessi numeri di gara.

Tortelli mantovani, lampredotto e brodetto adriatico

Il percorso 2026 attraversa cinque cucine regionali in cinque giorni. A Brescia la sosta è per il manzo all’olio di Rovato, cappello del prete cotto per tre ore nell’olio extravergine del Sebino, riconosciuto come PAT lombardo. Padova porta il bollito misto con la pearà veronese, salsa di midollo osseo e pane raffermo grattugiato — un piatto che fuori dalla pianura veneta quasi nessuno conosce. La tappa toscana incrocia il lampredotto fiorentino e i tortelli di patate del Mugello. Vicino a Pietrasanta si trova il lardo di Colonnata IGP, stagionato nelle conche di marmo di Carrara per almeno sei mesi. Roma porta la coda alla vaccinara dei rioni del centro. La risalita umbra tocca i tartufi neri di Norcia e il prosciutto di Norcia IGP. A Rimini il piatto della costa è il brodetto, zuppa di pesce con pomodoro e aceto cotta nel tegame di terracotta. Il rientro lombardo chiude con i tortelli di zucca mantovani, pasta ripiena con mostarda e amaretti.

I paddock nei centri storici e il pubblico delle piazze

Nel 2025 la 1000 Miglia ha registrato oltre 5 milioni di spettatori lungo il percorso, secondo i dati comunicati da 1000 Miglia Srl. Le città di tappa allestiscono paddock nei centri storici: a Roma le auto sostano in via Veneto, a Rimini sul lungomare, a Padova in Prato della Valle. Le scuole organizzano visite guidate ai box per studenti di scuola media e superiore. A Brescia il Museo Mille Miglia, aperto nel 2004 nel monastero di Sant’Eufemia della Fonte, espone una sessantina di vetture originali e accoglie circa 40.000 visitatori l’anno. Lungo il tracciato lavorano oltre 1.500 commissari di percorso, in gran parte volontari. I comuni attraversati sono più di duecento. Piccoli centri come Radicofani, Cingoli e Acquapendente vedono passare la corsa per pochi minuti. Chiudono le scuole. Organizzano colazioni in piazza dalle sei del mattino.

1.900 chilometri, 400 vetture, cinque giorni di Italia

La 1000 Miglia 2026 ammette circa 400 equipaggi su oltre 1.500 domande ricevute. Il percorso misura 1.900 chilometri, distribuiti su cinque giorni e oltre duecento comuni. Le iscrizioni costano 13.420 euro più IVA per equipaggio e sono riservate a vetture prodotte tra il 1927 e il 1957, modelli che parteciparono o avrebbero potuto partecipare alle edizioni originali. L’organizzazione è 1000 Miglia Srl, controllata dall’Automobile Club Brescia. Il fatturato della società ha superato i 20 milioni di euro nel 2024. Accanto alla rievocazione si corrono la 1000 Miglia Green per auto elettriche e la 1000 Miglia Experience per vetture youngtimer. Nel 2027 ricorre il centenario della prima edizione: l’organizzazione ha annunciato un percorso speciale. L’edizione del 2026 è la prova generale. Mancano dodici mesi.