Coppa d’Oro delle Dolomiti tra passi e tornanti

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Auto storiche schierate in corso Italia a Cortina d'Ampezzo con le Dolomiti sullo sfondo all'alba
Auto storiche schierate in corso Italia a Cortina d'Ampezzo con le Dolomiti sullo sfondo all'alba

Corso Italia è ancora in ombra quando i primi meccanici aprono i cofani. Le cime del Cristallo e delle Tofane prendono la luce dall’alto verso il basso, mentre in strada le carrozzerie lucide riflettono i lampioni accesi. Dal 16 al 18 luglio 2026, la Coppa d’Oro delle Dolomiti porta a Cortina d’Ampezzo le auto storiche prodotte fino al 1971, più le moderne del Tributo, per tre giorni di regolarità su 14 passi dolomitici nelle province di Trento e Belluno. La premiazione è il 19 luglio, sempre a Cortina. L’Automobile Club di Belluno organizza questa gara dal 1947. È rimasta fedele a sé stessa in un modo che poche competizioni italiane possono rivendicare.

Una gara di velocità diventata arte della precisione

La Coppa d’Oro nasce nel 1947 come corsa di velocità pura su strade aperte al traffico, con partenza e arrivo a Cortina su un percorso fisso di 303,800 chilometri. Durò dieci edizioni, fino al 1956, quando venne interrotta per motivi di sicurezza. Nel 1972 tornò in una forma completamente diversa: gara di regolarità classica, inserita nel calendario internazionale FIA come Grande Evento CSAI. Non vince più chi arriva primo, ma chi mantiene una media prestabilita con la precisione più alta. La differenza si misura al centesimo di secondo sulle prove cronometrate. È una disciplina che richiede concentrazione costante su centinaia di chilometri, con il copilota che scandisce tempi e distanze dal road book mentre il pilota gestisce i tornanti.

Oggi la manifestazione vale per il Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport. L’edizione 2026 ha tre classifiche distinte: la Coppa d’Oro vera e propria per vetture prodotte fino al 1971, la Coppa d’Oro Legend per quelle dal 1972 al 2000, e il Tributo Coppa d’Oro per le Gran Turismo stradali dal 2001 in poi.

Il percorso 2026: 14 passi in tre giorni

Il percorso cambia ogni anno. L’edizione 2026 si sviluppa su tre tappe nelle province di Trento e Belluno, con partenza e arrivo a Cortina. Il 16 luglio il prologo affronta i primi due passi — le verifiche tecniche e sportive si tengono al Grand Hotel Savoia, la cerimonia di partenza in Corso Italia. Il 17 luglio è la giornata più impegnativa: nove passi consecutivi — Falzarego, Pordoi, San Pellegrino, Valles, Rolle, Cereda, Duran, Staulanza e Giau — con sosta pranzo lungo il percorso e rientro a Cortina la sera. Il 18 luglio gli ultimi tre passi decidono il vincitore, con cena di gala al Grand Hotel Savoia. Il 19 luglio la cerimonia di premiazione chiude la settimana in Corso Italia.

Per il pubblico, seguire la gara significa scegliere un passo e aspettare. Le auto passano a intervalli regolari, silenziose rispetto a quello che ci si aspetterebbe — la regolarità non ammette accelerazioni brusche. Si riconoscono le carrozzerie: la Lancia Aurelia B20 con la coda tondeggiante, l’Alfa Romeo 1900 con il lunotto piccolo, la Fiat 8V con la doppia presa d’aria sul cofano, la Porsche 356 con i fari tondi. Dietro ogni volante c’è un equipaggio con la tabella di marcia, il cronometro a polso e la concentrazione di chi sa che un secondo perso non si recupera.

Passo Falzarego e la memoria della Grande Guerra

Il Passo Falzarego, a 2.105 metri, è uno dei passi storici della Coppa d’Oro — presente nelle edizioni originali dal 1947 e confermato nel percorso 2026. Collega l’Ampezzo all’Alto Agordino con undici tornanti sul versante ampezzano e otto su quello agordino. La strada fu costruita dagli austriaci nella seconda metà dell’Ottocento. Le pareti che lo dominano — il Piccolo Lagazuoi, il Sasso di Stria, il Col di Lana verso ovest — furono teatro di combattimenti tra il 1915 e il 1917: gallerie scavate nella roccia a più di duemilacinquecento metri, trincee e camminamenti ancora leggibili sui versanti. Il valico ha una stazione a valle della funivia del Lagazuoi. Per chi sale al Lagazuoi con la funivia il giorno della gara, il panorama sulle auto in discesa verso Andraz è uno dei punti di osservazione più spettacolari dell’intero percorso.

Passo Giau e la salita più esigente

Il Passo Giau, a 2.236 metri, è il passo più alto del percorso 2026. La salita da Pocol sale di oltre seicento metri con pendenza media superiore al nove percento. È una delle prove cronometrate più selettive: le auto d’epoca la affrontano con motori sotto sforzo, e la differenza tra un equipaggio preciso e uno che forza si vede già a metà salita. In cima, il rifugio in pietra e legno degli anni Cinquanta. Sulla destra si alzano le pareti del Nuvolau e dell’Averau. La discesa verso Selva di Cadore ha tornanti più larghi e pendenza contenuta — è qui che alcuni equipaggi recuperano il tempo perso in salita, ma la regolarità punisce anche chi accelera troppo.

Chi partecipa e le auto in gara

La Coppa d’Oro accoglie ogni anno equipaggi da una decina di nazioni. Tra le auto storiche ammesse — prodotte fino al 1971 — figurano regolarmente vetture anteguerra come le Bugatti 37A del 1927, le Lancia Lambda, le Alfa Romeo 6C. Le più rappresentate nelle edizioni recenti sono le Porsche 356, le Alfa Romeo 1900 e le Lancia Aurelia B20. I top driver del Campionato Italiano Grandi Eventi si misurano con equipaggi stranieri che conoscono i passi dolomitici solo dal road book. Il Concorso di Eleganza — alla sesta edizione nel 2026 — affianca la competizione: una giuria di esperti valuta le auto iscritte, con premiazione durante la cerimonia finale.

Cortina d’Ampezzo: la base della gara

Cortina d’Ampezzo si sviluppa lungo Corso Italia per circa settecento metri, a 1.224 metri di quota, circondata dai massicci del Cristallo, delle Tofane, del Pomagagnon e del Sorapiss. Il campanile settecentesco della Parrocchiale — settantacinque metri di pietra chiara — è il punto di riferimento visivo del centro. Durante la Coppa d’Oro, Corso Italia viene chiuso al traffico nelle mattine di partenza: le auto si allineano davanti alle facciate a intonaco chiaro con i balconi in legno intagliato dell’edilizia ampezzana. Il quartier generale è il Grand Hotel Savoia, che ospita verifiche, segreteria, direzione di gara e le cene degli equipaggi. Per il pubblico che vuole seguire la gara da vicino, Cortina offre anche l’accesso ai passi più vicini — Tre Croci, Falzarego, Giau — in meno di trenta minuti di auto.

Informazioni utili

Date: 16–18 luglio 2026 (gara) — 19 luglio 2026 (cerimonia di premiazione)
Base: Cortina d’Ampezzo, Grand Hotel Savoia — Corso Italia per partenza e cerimonia
Passi 2026: 14 passi nelle province di Trento e Belluno — Falzarego, Pordoi, San Pellegrino, Valles, Rolle, Cereda, Duran, Staulanza, Giau e altri
Categorie: Coppa d’Oro (fino al 1971) — Legend (1972–2000) — Tributo (dal 2001)
Organizzatore: Automobile Club di Belluno — nell’ambito del Campionato Italiano Grandi Eventi ACI Sport
Sito ufficiale: coppadorodelledolomiti.it — programma, percorso e iscrizioni