Diecimilaeuno tedofori. Numero scelto non a caso: diecimila candidati selezionati più l’ultimo, quello che il 6 febbraio 2026 accenderà il braciere allo stadio San Siro durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Il Viaggio della fiamma olimpica ha preso il via il 26 novembre 2025 a Olimpia, in Grecia, con la cerimonia rituale che da decenni precede ogni edizione delle Olimpiadi. 63 giorni, 12.000 chilometri, 110 province, tutte le 20 regioni italiane. La fiamma è arrivata a Roma il 4 dicembre e da lì, due giorni dopo, è partita la staffetta italiana. Ogni giorno, dalle 7:30 alle 19:30, un convoglio lungo quasi 200 metri si muove a circa 4 km/h. Sessanta città di tappa principali, oltre 300 comuni coinvolti. Un percorso che unisce paesaggi alpini, borghi storici, metropoli, luoghi della memoria. L’ultimo tratto: da Milano a Cortina d’Ampezzo, le due città che ospiteranno i Giochi Olimpici Invernali dal 6 al 22 febbraio 2026.
Il percorso da Olimpia a Roma
Il 26 novembre 2025, a Olimpia, davanti al Tempio di Hera, una sacerdotessa ha acceso la fiamma olimpica con i raggi del sole catturati da uno specchio parabolico. Un gesto antico, che si ripete dal 1936. La staffetta greca è durata nove giorni, attraversando circa 2.200 chilometri e sette regioni della Grecia. Il 4 dicembre, ad Atene, durante la cerimonia di consegna ufficiale, la Grecia ha affidato la fiamma all’Italia. La prima tedofora è stata Stefania Belmondo, campionessa olimpica di sci di fondo. Insieme a lei, Armin Zoeggeler, leggenda dello slittino con due ori olimpici. La fiamma è arrivata a Roma la sera del 4 dicembre. Due giorni dopo, il 6 dicembre, è partita dallo Stadio dei Marmi la staffetta italiana. Il primo tedoforo è stato Gregorio Paltrinieri, nuotatore azzurro con tre medaglie olimpiche. Da Roma, la fiamma ha iniziato a muoversi verso sud: Lazio, Umbria, Toscana, poi le isole, Sicilia e Sardegna. Un percorso studiato per toccare patrimoni UNESCO, luoghi simbolo della memoria collettiva, città d’arte e borghi.
I numeri del viaggio
10.001 tedofori selezionati tra oltre 60.000 candidature presentate entro il 30 giugno 2025. Ogni tedoforo percorre un tratto di circa 200 metri, poi passa la torcia al successivo. 63 giorni di staffetta ininterrotta, dal 6 dicembre 2025 al 6 febbraio 2026. 12.000 chilometri totali attraverso tutta l’Italia. 110 province coinvolte, nessuna esclusa. 60 città di tappa principali, oltre 300 comuni toccati dal percorso. Tutte le 20 regioni italiane attraversate. Il convoglio si muove a velocità costante di circa 4 km/h, partendo ogni mattina alle 7:30 e arrivando nella città di tappa intorno alle 19:30. Ogni sera, una city celebration con eventi pubblici, musica e l’accensione del braciere locale. La torcia olimpica, denominata “Essential”, è stata disegnata dallo studio Carlo Ratti Associati in collaborazione con Versalis e Cavagna Group. Realizzata in alluminio riciclato, pesa circa 1,3 kg, è lunga 70 centimetri. Coca-Cola ed Eni sono i Presenting Partner del Viaggio, accompagnando la staffetta con eventi e attivazioni lungo tutto il percorso.
I tedofori
Tra i 10.001 tedofori ci sono atleti olimpici e paralimpici, campioni italiani, volti noti dello spettacolo, persone comuni con storie straordinarie. Gregorio Paltrinieri ha aperto la staffetta italiana a Roma il 6 dicembre. Tra i primi tedofori anche Elisa Di Francisca, schermitrice con due ori olimpici, Gianmarco Tamberi, campione olimpico di salto in alto, Achille Polonara, cestista della nazionale. A Torino, il 12 gennaio, hanno portato la fiamma Giorgio Chiellini, campione del mondo 2006, Francesco Bagnaia, pilota MotoGP, Cristiana Girelli, calciatrice della Juventus. A Napoli, il 23 dicembre, Fabio Cannavaro ha acceso il braciere in piazza del Plebiscito. Tra i tedofori internazionali: Jackie Chan a Pompei, Pau Gasol a Trezzo sull’Adda, Martin Fourcade in Brianza. Ci sono anche storie di resilienza: medici e infermieri dell’ospedale di Codogno, primo cluster covid in Europa; Dario Pivirotto, classe 1936, che aveva già portato la fiamma a Cortina 1956 e Torino 2006; Lucia Tellone, chef abruzzese che ha riaperto il forno comunitario del suo paese dopo 35 anni.
Le tappe italiane
La fiamma ha attraversato l’Italia da sud a nord, toccando tutte le regioni. A Natale è stata a Napoli, a Capodanno a Bari. Il 26 gennaio, esattamente 70 anni dopo la cerimonia di apertura dei Giochi di Cortina 1956, la fiamma è tornata nella località ampezzana. Ha toccato patrimoni UNESCO: il Colosseo e la Fontana di Trevi a Roma, la Valle dei Templi ad Agrigento, Pompei, il Duomo di Firenze, Venezia, le Cinque Terre. Ha illuminato luoghi di memoria e rinascita: Amatrice, colpita dal terremoto del 2016; il quartiere di Scampia a Napoli; Codogno, primo comune italiano in lockdown nel 2020. In Lombardia, la fiamma è entrata il 14 gennaio da Varese. Ha toccato Pavia, Cremona, Brescia, Bergamo, Como, Lecco, Monza. Il 30 gennaio ha raggiunto i ghiacciai alpini: Presena, Ponte di Legno, Aprica, Livigno. Il 31 gennaio è stata a Bormio, sede delle gare di sci alpino maschile. Ogni sera, nelle città di tappa, migliaia di persone si sono radunate per assistere all’accensione del braciere locale durante la city celebration.
Milano e Cortina
Il 5 febbraio, penultimo giorno di staffetta, la fiamma attraversa Milano. Parte da Sesto San Donato al mattino, entra nel capoluogo lombardo nel pomeriggio. Percorre le vie del centro, passa da Piazza Duomo, raggiunge l’Arco della Pace. Il 6 febbraio, giorno della Cerimonia di Apertura, la fiamma compie l’ultimo tratto: dallo stadio San Siro al centro del campo, dove l’ultimo tedoforo accenderà il braciere olimpico alle 20:00. Novità assoluta nella storia dei Giochi: per Milano Cortina 2026 ci saranno due bracieri che arderanno contemporaneamente. Uno a Milano, posizionato all’Arco della Pace. Uno a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona. Entrambi realizzati in alluminio aeronautico, disegnati da Marco Balich, con un sistema meccanico di 244 punti di snodo e 1.440 componenti. I bracieri si apriranno e chiuderanno in sincronia, da 3,1 a 4,5 metri di diametro. Resteranno accesi dal 6 al 22 febbraio per i Giochi Olimpici, poi dal 6 al 15 marzo per i Giochi Paralimpici. A Milano, ogni sera dalle 17:00 alle 23:00, uno show di 3-5 minuti accompagnato dalle musiche di Roberto Cacciapaglia.
Cosa rappresenta la fiamma
Il Viaggio della fiamma olimpica non è solo un rito sportivo. È un momento collettivo che unisce territori e comunità. I 10.001 tedofori rappresentano lo spirito italiano: passione, talento, energia, rispetto. Persone ordinarie con storie straordinarie, che incarnano i valori olimpici di pace, fratellanza, inclusione. Ogni tappa racconta un territorio: le Alpi, gli Appennini, le coste, le isole, le pianure, i laghi. La fiamma illumina patrimoni UNESCO, borghi medievali, metropoli europee, luoghi di memoria. Coca-Cola ed Eni, Presenting Partner, accompagnano la staffetta con eventi che rendono ogni tappa coinvolgente e memorabile. Il convoglio si muove lentamente, a 4 km/h, per permettere a tutti di avvicinarsi. Ogni sera, la city celebration trasforma le piazze in luoghi di festa. Da Olimpia a Milano, la fiamma olimpica racconta un’Italia che guarda al futuro attraverso lo sport. L’ultimo tedoforo, il cui nome resta segreto fino alla Cerimonia di Apertura, accenderà il braciere a San Siro il 6 febbraio 2026. Da quel momento, Milano e Cortina condivideranno la stessa fiamma per 17 giorni di Giochi Olimpici.

