La torre civica dei Lamberti a Verona

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La torre dei Lamberti è uno dei monumenti più importanti di Verona. Si staglia dal lato nord-est di Piazza delle Erbe con 84 metri di altezza, punto verticale più alto della città e riferimento visivo nel centro storico. La torre si innalza accanto al Palazzo della Ragione, costruzione medievale che ha attraversato otto secoli di storia con innalzamenti successivi e materiali diversi. La parte bassa, alta 37 metri, alterna fasce di tufo giallo e mattoni rossi secondo lo stile romanico del XII secolo. La parte superiore è interamente in mattoni, completata tra il 1448 e il 1464 con la cella campanaria ottagonale in stile gotico. Sulla facciata spicca l’orologio installato nel 1798, visibile da tutta la città. La torre prende il nome dalla famiglia Lamberti che la fece costruire nel 1172, casato di cui si conosce poco ma il cui lascito architettonico è diventato uno dei simboli cittadini più riconoscibili.

Origini e storia

La costruzione della torre iniziò nel 1172 per volere della famiglia Lamberti, nobile casato veronese di cui restano poche tracce documentali. La torre originaria raggiungeva 37 metri di altezza e venne integrata nel Palazzo del Consiglio dopo l’istituzione del Libero Comune. Nel 1295, secondo una deliberazione del 28 novembre, vennero installate due campane: il Rengo per convocare il Consiglio comunale e chiamare alle armi, la Marangona per segnalare incendi e scandire le ore lavorative. Nel maggio 1403 un fulmine distrusse la sommità della torre. I lavori di restauro e innalzamento partirono solo nel 1448 e terminarono tra il 1463 e il 1464, portando la struttura agli attuali 84 metri con l’aggiunta della cella campanaria ottagonale. Tra il 1779 e il 1798 venne aggiunto l’orologio grazie al conte Giovanni Sagramoso, che lo fece installare a proprie spese sostituendo quello della vicina Torre del Gardello ormai non funzionante. Dal 1972 la torre è aperta al pubblico.

Forma, materiali e luce

La costruzione si compone di due parti distinte per materiali e stile. La sezione inferiore, alta 37 metri, presenta fasce orizzontali alternate di tufo giallo e mattoni rossi, tipiche della muratura romanica veronese. La texture è irregolare, con conci di tufo squadrati che si alternano a corsi di laterizi. La parte superiore, costruita nella seconda metà del XV secolo, è interamente in mattoni a vista che salgono compatti fino alla cella campanaria. La cella è ottagonale, scandita da bifore gotiche in pietra bianca che si aprono su ogni lato lasciando passare aria e suono delle campane. Il contrasto tra tufo chiaro e mattoni rossi nella parte bassa crea un ritmo visivo che cambia con la luce del giorno. Al mattino la luce radente da est sottolinea le fasce orizzontali e le irregolarità della superficie. Nel pomeriggio la torre proietta un’ombra lunga sulla piazza. L’orologio sulla facciata ovest riflette la luce del tramondo. La cuspide non esiste, la torre termina con la terrazza panoramica sopra la cella.

Lo spazio circostante

La torre occupa il margine nord-est di Piazza delle Erbe, l’antica area del foro romano diventata mercato medievale. Si innalza addossata al Palazzo della Ragione ma emerge nettamente dalla massa orizzontale degli edifici circostanti. La piazza si estende davanti alla torre con bancarelle e ombrelloni che occupano lo spazio centrale. Dalla base della torre partono vie strette che si infilano nel tessuto medievale del centro storico. L’altezza di 84 metri permette di vedere la torre da diversi punti della città, dal lungadige alle colline delle Torricelle. Chi arriva da via Mazzini o via Cappello vede la torre emergere sopra il Palazzo della Ragione ancora prima di entrare in piazza. La cella ottagonale si staglia contro il cielo creando un profilo riconoscibile. L’accesso alla torre avviene attraverso il palazzo, con 368 scalini che corrono lungo il perimetro interno o con l’ascensore installato nel 1972. La terrazza panoramica offre vista a 360 gradi su Verona e i dintorni.

Aneddoti e curiosità

Le campane della torre scandivano la vita pubblica di Verona. Il Rengo, la più grande, suonava per convocare l’Arengo, l’assemblea cittadina, e per chiamare alle armi in caso di pericolo. Segnalava anche le esecuzioni capitali e gli incendi. La Marangona prende il nome da “marangon”, falegname in dialetto veronese, e regolava gli orari di lavoro degli artigiani. Nel 1311 venne rifusa una campana e ne fu aggiunta una terza chiamata Consolata. Nel 1394 Gianfrancesco da Legnago rifuse il Rengo che ancora oggi suona nella cella ottagonale. Nella torre vivevano i campanari con funzioni di custodi, guardie carcerarie e vedette. Erano mal pagati ma alloggiavano gratis ed erano esenti da tasse e obblighi militari. Nel 1406 i campanari Giovanni di Bonifacio, Cristoforo di Michele, Benassù di Giacomo e Giovanni Nicola Cappucci ottennero conferma dei privilegi dal governatore veneziano. Il 4 novembre 1918 alle 10:30 il Rengo suonò a festa annunciando l’armistizio con l’Austria e la fine della prima guerra mondiale.

L’eredità dal passato

La torre mantiene ancora oggi la funzione di riferimento visivo nel centro storico e ospita visitatori che salgono fino alla terrazza panoramica. L’accesso è possibile attraverso 368 scalini o con l’ascensore trasparente installato nel 1972 che permette di osservare la struttura interna durante la salita. Nella cella campanaria sono presenti quattro campane: il Rengo del 1557, la Marangona del 1833, la Bajona e il Campanello delle ore. Il concerto viene suonato dalla società campanaria di Santa Anastasia che ha ripreso la tradizione dopo la seconda guerra mondiale. La torre è gestita dal Comune di Verona ed è visitabile tutti i giorni dell’anno tranne il 25 dicembre. L’orologio del 1798 funziona ancora e scandisce il tempo in piazza. La terrazza panoramica a 70 metri di quota permette di vedere il centro storico, l’Arena, il fiume Adige e le colline circostanti. Durante eventi speciali la torre ospita iniziative come la calata dei Vigili del Fuoco dall’alto.

META DESCRIPTION Torre alta 84 metri in tufo e mattoni che domina Piazza delle Erbe a Verona. Costruita nel 1172, innalzata nei secoli fino alla cella ottagonale gotica.

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