Dalla Versilia prende il via la Tirreno-Adriatico 2026

0
45
Partenza della Tirreno-Adriatico 2026 da Lido di Camaiore in Versilia con il gruppo di ciclisti

Da Lido di Camaiore a San Benedetto del Tronto, attraverso cinque regioni e 15.550 metri di dislivello. La Tirreno-Adriatico Crédit Agricole 2026, 61ª edizione della Corsa dei Due Mari, è in programma dal 9 al 15 marzo. Il percorso è stato presentato il 16 gennaio ad Ancona, nella sede della Regione Marche, con una novità rispetto alle edizioni recenti: nessun arrivo in salita. Al suo posto, una sequenza di tappe costruite su sterrati, muri e circuiti finali ripetuti. Il dislivello totale cresce rispetto ai 14.400 metri del 2025. La corsa apre con la cronometro individuale sul lungomare della Versilia, sale verso l’interno toscano, attraversa Umbria, Abruzzo e Marche, e chiude sul lungomare adriatico di San Benedetto del Tronto. Sette tappe, sette territori diversi, un tracciato che ogni anno trasforma le strade provinciali italiane nel palcoscenico di uno sport seguito in oltre 150 paesi.

Dieci anni di cronometro sul lungomare di Camaiore

La prima tappa è una cronometro individuale di 11,5 chilometri, perfettamente pianeggiante, che si svolge interamente sul lungomare della Versilia. I corridori partono da Lido di Camaiore, raggiungono il giro di boa a Viareggio al chilometro 5,4 e tornano al punto di partenza. Il percorso è quasi tutto rettilineo, con alcune curve di raccordo e uno strappo a S nell’ultimo chilometro. È da dieci anni che la Toscana ospita questa apertura. “Il matrimonio fra Camaiore e la Corsa dei Due Mari è un’unione consolidata” ha detto Luca Mecchi, Assessore allo Sport del Comune. La Versilia ha visto passare Primož Roglič, Jonas Vingegaard, Tadej Pogačar e Filippo Ganna. La cronometro è la tappa dei corridori completi, quelli che pedalano veloci sul piano senza nascondersi dietro il gruppo. L’11,5 chilometri del lungomare stabilisce la prima gerarchia della classifica generale prima ancora che la corsa entri nell’entroterra.

I 5,3 chilometri di sterrato alle porte di San Gimignano

La seconda tappa percorre 206 chilometri da Camaiore. Da Pisa si scende verso il livornese, poi la strada abbandona la costa nei pressi di Cecina e punta verso l’interno. Si sale dalla strada del Cerreto, con tratti di pendenza in doppia cifra, poi Castelnuovo Val di Cecina, poi una serie di saliscendi che portano alle porte di San Gimignano. Qui inizia il tratto che i tecnici delle squadre hanno studiato in autunno: 5,3 chilometri di sterrato, prevalentemente in salita, con alcuni tratti molto ripidi. San Gimignano ha quattordici torri medievali superstiti, il centro storico è patrimonio UNESCO dal 1990, e l’arrivo in centro avviene con uno strappo finale al 15%. Fuori dalla stagione turistica, il borgo vive di artigianato e di un turismo lento che arriva per scelta. Il passaggio della carovana porta 8.000 spettatori tra le piazze medievali in un pomeriggio di marzo, una delle poche giornate in cui la città si riempie fuori stagione.

I muri marchigiani che decidono la classifica

Le tappe decisive della Tirreno-Adriatico 2026 si disputano nelle Marche. La quarta tappa, 210 chilometri da Tagliacozzo a Martinsicuro, presenta una sequenza di muri nella parte finale: Castellalto con pendenze attorno al 12%, Mosciano Sant’Angelo, e a 12 chilometri dall’arrivo il muro di Tortoreto via Badetta che raggiunge il 20% nella parte finale. La quinta tappa, da Marotta a Mombaroccio, conta almeno dieci salite classificate GPM. Il circuito finale di 21,6 chilometri si ripete due volte e include il Santuario del Beato Sante, una delle salite più dure della regione. Stefano Allocchio, Direttore di Corsa RCS Sport, ha spiegato che il percorso nasce dalla volontà di tornare alla tradizione selettiva della corsa, senza ricorrere all’arrivo in salita. Le Marche, ha detto, “rappresentano ancora una volta un elemento centrale della Corsa dei Due Mari”.

Il Muro della Madonna delle Carceri a Camerino

La sesta tappa, 189 chilometri da San Severino Marche, è considerata dagli organizzatori la più dura del percorso 2026. Il circuito finale di 29,1 chilometri si percorre due volte, con una serie di saliscendi su Crispiero. Dopo il giro di boa a Castelraimondo, la strada inizia a salire verso gli ultimi tre chilometri del Muro della Madonna delle Carceri, con pendenze fino al 18%. L’arrivo è in centro a Camerino, dopo la terza scalata del muro. Camerino è una città universitaria di 6.800 abitanti nelle Marche centrali. Il centro storico ha subito danni estesi nel terremoto del 2016, magnitudo 6,5, con epicentro a una ventina di chilometri. L’università ha riaperto, i lavori procedono. Il passaggio della Tirreno-Adriatico porta decine di migliaia di spettatori in piazze che negli anni del post-sisma avevano visto i flussi turistici ridursi. Per una città che ricostruisce, è uno dei pochi appuntamenti con visibilità internazionale garantita.

Da Civitanova al lungomare di San Benedetto del Tronto

L’ultima tappa percorre 143 chilometri da Civitanova Marche. La prima parte risale la Valle dell’Aso da Pedaso, con le salite di Montefiore d’Aso e Ripatransone. Poi una lunga discesa fino a Grottammare e l’ingresso nel circuito di 15 chilometri da percorrere cinque volte su strade rettilinee e larghe, adatto alle volate. San Benedetto del Tronto ha 47.000 abitanti, dodici chilometri di spiaggia e un porto peschereccio che nel 2024 ha movimentato circa 14.000 tonnellate di pescato. La corsa arriva a marzo, prima dell’apertura della stagione balneare. Il traguardo finale è sotto il monumento al Pescatore, bronzo del 1964 dello scultore fermano Gino Paci. L’arrivo coincide con la riapertura dei ristoranti di pesce del lungomare. Il Tridente di Nettuno viene alzato in questa piazza dal 1966, anno della prima edizione della Corsa dei Due Mari.

Sessantuno edizioni e il ciclismo come calendario economico

La Tirreno-Adriatico è una delle cinque corse WorldTour organizzate da RCS Sport in Italia, insieme alle grandi classiche e al Giro d’Italia. Roberto Pella, Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, ha ricordato che l’Italia conta 18 corse tra le prime 100 al mondo. La 61ª edizione tocca cinque regioni in sette giorni, con riprese televisive distribuite in oltre 150 paesi. Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche, ha definito la corsa uno strumento concreto di promozione per i territori che ospitano le tappe. Tiziano Consoli, Assessore allo Sport, ha ricordato il 2025 come anno in cui le Marche hanno ospitato anche il Giro d’Italia maschile, il Giro Women e il Giro-E. Nel 2026 si aggiunge l’arrivo della tappa Chieti-Fermo del Giro, il 16 maggio. Il passaggio della carovana genera circa 15.000 pernottamenti in una settimana in cui la ricettività dell’entroterra lavora normalmente al trenta percento della capacità. Per i borghi delle province interne, la Tirreno-Adriatico è uno degli appuntamenti fissi del calendario economico, non solo sportivo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here