La Lanterna di Genova

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La Lanterna di Genova illuminata al tramonto domina il porto industriale ligure, con il faro storico al centro, il mare calmo sullo sfondo e le strutture portuali illuminate ai suoi piedi

Dal mare, la Lanterna di Genova si vede prima di qualsiasi altra cosa. La torre è alta 77 metri e sorge sul promontorio di San Benigno, sul bordo occidentale del porto. La sagoma è inconfondibile: due corpi sovrapposti a pianta quadrata, ciascuno coronato da merli e terrazzo, che si riducono salendo. Nelle giornate limpide, il segnale luminoso raggiunge circa 26 miglia marine. Il documento più antico che ne attesta l’esistenza risale al 1128. È il faro storico più alto del Mediterraneo e il secondo in Europa per altezza — e, a differenza di molte strutture simili, è ancora in funzione, lungo la costa della Liguria.

Origini e fasi costruttive

La decisione di erigere una struttura di segnalazione su questo promontorio risale all’inizio del XII secolo, quando il Comune di Genova stava consolidando il controllo sulle rotte del Mediterraneo. Il primo documento ufficiale è del 1128. Inizialmente la luce era alimentata da cataste di legna secca bruciata sulla sommità, principalmente erica e ginestra. Nel 1321 fu installata una lampada ad olio d’oliva. Nel 1326 fu scavato il primo fossato di protezione. La torre che vediamo oggi è il risultato della ricostruzione del 1543, resa necessaria dopo che i bombardamenti delle truppe francesi avevano gravemente danneggiato la struttura medievale.

Forma, materiali e caratteristiche

La struttura è interamente in pietra arenaria, estratta dalle cave della zona, un materiale che ha retto all’erosione del sale e del vento per cinque secoli. La forma è quella di due corpi sovrapposti a pianta quadrata, con terrazzi aggettanti e merli. All’interno, una scalinata di 365 gradini conduce fino alla sommità. L’apparato ottico attuale produce una portata luminosa di circa 26 miglia marine grazie a un sistema di lenti che trasforma la sorgente in un lampo intermittente. Lo stile è rinascimentale: una torre robusta dove la funzione difensiva e quella di segnalamento si sovrappongono senza contraddirsi.

Eventi storici e trasformazioni

La minaccia più seria fu il bombardamento navale francese del 1684, durante il conflitto tra la Repubblica di Genova e Luigi XIV, che colpì più volte la torre. Le trasformazioni più radicali riguardarono però la tecnologia ottica. Nel 1841 fu installato un apparato a lenti di Fresnel, che aumentò drasticamente la visibilità del segnale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il faro subì danni dai bombardamenti aerei ma rimase in funzione. L’automazione definitiva del segnale ha poi eliminato il ruolo del guardiano del faro, trasformando la struttura da presidio abitato a monumento aperto al pubblico.

Aneddoti e curiosità

La Lanterna è uno dei fari più antichi ancora in funzione nel mondo. Nelle cronache storiche è documentato che lo zio di Cristoforo Colombo, Antonio Colombo, fu guardiano della Lanterna nel 1449, percependo uno stipendio per mantenere vivo il fuoco in cima. Sulle pareti interne sopravvivono graffiti e incisioni lasciati da visitatori e soldati nel corso dei secoli: un archivio materiale della vita quotidiana attorno al porto che i restauratori hanno conservato con cura.

Funzione e presenza contemporanea

Dalla terrazza superiore si vede il porto nella sua versione contemporanea: terminal container, navi da crociera, gru, e sullo sfondo i vicoli del centro storico. La Lanterna è ancora operativa come segnale luminoso gestito dalla Marina Militare, ed è anche sede di un museo multimediale sulla storia di Genova. Ogni anno migliaia di visitatori salgono i 365 gradini. Tutelata dal Ministero della Cultura come Monumento Nazionale, è uno dei pochi monumenti portuali del Mediterraneo che cumula, nello stesso corpo di pietra, funzione tecnica attiva e ruolo museale.

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